E’ molto comune, in ogni tipo di condominio, vedere i balconi abbelliti con fiori e piante di ogni genere, che, notoriamente, necessitano di cure e attenzioni quasi quotidiane tra le quali vi è la loro innaffiatura.

Piante e fioriere di balconi e terrazzi dei propri appartamenti hanno il pregio di  avvicinarci all’ambiente e alla natura ma, nel contesto condominiale, possono essere anche causa di danni, molestie o di litigi tra i condòmini.
Può succedere infatti con facilità che a causa dell’innaffiamento delle piante, si riversino acqua e terriccio dal balcone del piano superiore ai piani sottostanti tali da provocare disagi e fastidi configurabili come reato penale se continuativi e reiterati.

A tal proposito possono sorgere alcune questioni come: esistono limiti nel posizionamento delle piante? esistono norme che regolano o puniscono la sbadataggine nell’abbeverarle?

Per rispondere a queste domande ci viene in aiuto il Codice Penale.

Art 674 – Getto pericoloso di cose
Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a euro 206.

Art 675 – Collocamento pericoloso di cose
Chiunque, senza le debite cautele, pone o sospende cose che, cadendo in un luogo di pubblico transito, o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, possano offendere o imbrattare o molestare persone, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 103 a euro 619.

I due articoli ci ricordano, in buona sostanza, ad un livello molto pratico, che innaffiare le piante senza preoccuparsi delle conseguenze che si possono provocare può portare anche ad una condanna penale, così come può portare ad una condanna posizionare un vaso su un parapetto senza ancorarlo, se al di sotto del balcone vi è una pubblica via o anche, per esempio, il cortile condominiale.

La Quinta sezione penale della Corte di Cassazione, con sent. n. 21753 del 28 maggio 2014, ha ricordato che innaffiare le piante, senza badare alle conseguenze, può portare ad una condanna penale oltre a una multa amministrativa, che va da un minimo di 50 a un massimo di 500 euro, per violazione, come nel caso specifico, del regolamento di pulizia urbana che vieta di buttare qualsiasi liquido dalle case sulla strada.

I principi generali in materia stabiliscono comunque che ogni condòmino è libero di collocare vasi, fioriere e piante sul proprio balcone, ma, prima, deve accertarsi dell’eventuale esistenza di limiti o divieti nel regolamento del condominio e deve prevenire ogni tipo di rischio per l’incolumità altrui che possa essere provocato dalla loro eventuale caduta.